La storia

La Scuola di Medicina e Chirurgia di Napoli ha origini remote, che si confondono con le origini stesse dell’Università, il cui atto di fondazione fu dettato da Federico II il 5 giugno 1224.
Alle origini la sede della Scuola era nei luoghi dove ancora oggi pulsa la vita universitaria: presso il capo Monterone vicino alla Chiesa di Sant’Andrea, nella corrispondente via Nilo. Successivamente avvenimenti politici e calamità naturali costrinsero la Scuola di Medicina a varie interruzioni delle sue attività e a continui spostamenti, non sempre nobilmente motivati. Dal 1470, e per oltre un secolo, la Scuola operò in alcuni locali dei Monasteri di San Domenico Maggiore e di San Pietro a Majella. Dopo la conquista spagnola, agli albori del 1600 il Viceré, conte di Lemos, pensò di fornirle una più degna sede trasferendola fuori le porte di Santa Maria di Costantinopoli, sull’allora deserta collina di Santa Teresa, nel grande edificio della Regia Cavallerizza, oggi Museo archeologico nazionale. Il terremoto del 1688 danneggiò così gravemente il Palazzo degli Studi che fu necessario trasferire nuovamente le cattedre nei vecchi e angusti locali di San Domenico Maggiore ove rimasero fino al 1707. Il ritorno nell’edificio assegnato dal Conte di Lemos fu deciso, regnando Carlo di Borbone, dall’abate Celestino Galliani, uomo dottissimo ed energico, che colse l’occasione per proporre l’abolizione di molte cattedre duplicate o inutili e l’istituzione di nuove cattedre, la cui esigenza era richiesta dal progresso scientifico.

La permanenza in questa sede fu di breve durata, poiché altri avvenimenti costrinsero ad abbandonare di nuovo la sede di Santa Teresa: la necessità di trovare sistemazione alle collezioni d’arte pervenute al Re di Napoli per eredità dai Farnese e dagli scavi di Ercolano e Pompei. Fu così che, intorno al 1767, Ferdinando IV fece trasferire l’Università nell’immenso edificio del Salvatore, prossimo alla Chiesa del Gesù Vecchio.
Da quel momento la Medicina si staccò, per gran parte, dalle altre Facoltà: nella nuova sede furono trasferite alcune cattedre teoriche, mentre Domenico Cotugno, col suo teatro anatomico, si stabilì nell’Ospedale degli Incurabili, dove ebbero svolgimento anche gli insegnamenti delle cattedre di Oftalmologia, di Chirurgia pratica, di Ostetricia e di Fisiologia.
Nel 1807 venne annesso l’antico belvedere delle monache di San Gaudioso e nel 1808 una Clinica medica veniva inaugurata nell’Ospedale della Pace.
Agli inizi del secolo scorso si ebbe un ulteriore riordino: alla Facoltà fu annesso il suo Policlinico in Piazza Miraglia e si dispose, inoltre, degli ex Conventi di Santa Patrizia - ove si collocarono le discipline morfologiche con il Museo Anatomico - e di Sant’Andrea delle Dame - ove trovarono sistemazione la Clinica Oculistica, la Clinica Ostetrica, il Gabinetto di Patologia generale, l’Istituto di Fisiologia, quello di Farmacologia e, successivamente, quello di Chimica Biologica.

Dopo di allora la storia, anche quella breve che è stata qui tratteggiata, finisce e ci avviciniamo agli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita della Facoltà di Medicina negli ultimi 30 anni.
Nel 1972, in considerazione della notevole crescita della Facoltà nel centro storico, venne istituita una seconda Facoltà di Medicina a Cappella dei Cangiani. Successivamente, le strutture della prima Facoltà nel centro storico furono gravemente danneggiate dal disastroso evento tellurico del 1980.
Dopo tale evento alcune strutture cliniche (di chirurgia generale, medicina, oculistica, dermatologia, chirurgia d’urgenza, chirurgia pediatrica, reumatologia, neurologia, endocrinologia, neuropsichiatria infantile, gastroenterologia, oncologia) furono trasferite a Cappella dei Cangiani, dove sono tuttora. Nel 1992 fu fondata la Seconda Università degli Studi di Napoli e ad essa fu annessa per “scorporo” quella che era la I Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli.
Veri e propri tesori sono i Musei Scientifici, testimonianza della storia di questa antica Scuola di Medicina: il Museo di Anatomia, nel Complesso di Santa Patrizia, con centinaia di reperti dell’ ‘800, quello di Farmacologia a Sant’Andrea delle Dame, che contiene le collezioni che costituivano il Gabinetto di Materia Medica dimostrativa, fondato nel 1862, e quello di Odontoiatria.

   

  

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